• lunedì , 20 novembre 2017

Più #plasticafantastic di così non si può: Swan 47 Sparkman&Stephens

024_news_plasticfantasticTra i partecipanti al VELAFestival come #plasticfantastic è arrivata una barca davvero speciale, una vera icona di quegli anni che hanno segnato per sempre l’evoluzione del mondo della nautica a vela. Una meraviglia in vetroresina, un mito della vela come solo gli Swan disegnati dallo studio newyorkese di Sparkman&Stephens possono permettersi di essere. Si tratta dello Swan 47 Sparkman&Stephens di Matteo Salamon, presidente della S&S Swan Association

“Cosa deve fare un armatore innamorato della propria barca, dopo averla curata, coccolata e restaurata per 16 anni, e portata ad essere forse una delle più’ belle al mondo della sua categoria (Swan 38 di Sparkman & Stephens)? La vende e ricomincia da capo! Così è stato per me e mia moglie Giulia, mia compagna di vita e pazzia nautica, con il nostro piccolo Sparkman & Stephens Swan 38 del 1976, lo abbiamo trasformato nel nostro gioiello, con un dispendio di energie senza pari (e senza ragionevolezza…) e poi un bel giorno abbiamo deciso che “eravamo diventati grandi” e volevamo iniziare una nuova impresa con uno Swan più grande. Sparkman & Stephens, ovviamente…!
Ci siamo confrontati tra di noi e abbiamo capito che dovevamo cercare uno Swan 47 a deriva mobile, la versione progettata dallo studio newyorkese per il New York Yacht Club. Ed è così che ci siamo messi alla “sua” ricerca. Abbiamo fatto qualche telefonata ad alcuni amici “al nord” e dopo pochi giorni ci hanno segnalato in un delizioso marina nel nord dell’Olanda uno Swan 47, non ancora offerto sul mercato, a deriva mobile. La barca che stavamo sognando! Presi tre biglietti aerei (per noi e il nostro piccolo Terrier Milù (d’altronde la nostra famiglia è formata da noi tre, e anche Milù doveva vedere la sua nuova barca, prima che noi decidessimo), siamo volati in Olanda, e il pomeriggio seguente avevamo già firmato un compromesso per portare a casa la “nostra” Vanessa, l’ultimo S&S Swan 47 uscito dai cantieri Nautor, scafo numero 069.
Qualche scartoffia burocratica dopo (e un attraversamento delle Alpi!), la barca è finalmente arrivata in Mediterraneo. Si inizia una nuova avventura. Che gioia!!! Tra il decidere di cambiare barca, trovare e acquistare la nuova e vendere la vecchia sono trascorsi solo 17 giorni (potere degli S&S Swan, che hanno un mercato globale e brillante anche in questi momenti non allegrissimi).
Una volta arrivata, Vanessa è stata immediatamente e completamente smontata e revisionata nelle sue parti essenziali (albero, pulegge, pastecche, bozzelli, strallo, paterazzo, avvolgifiocco, scotte, drizze, winches -revisionati i bellissimi Lewmar d’epoca- vele… ), revisionato il motore, rifatto tutto l’impianto elettrico (mantenendo una grafica del quadro elettrico classico ma con i più moderni e avanzati sistemi di sicurezza e controllo), e ora e’ quasi pronta per affrontare i suoi prossimi trent’anni ( e per non farci mancare proprio nulla, il prossimo anno ci dedicheremo all’estetica…si sa, “Lei” non è mai bella abbastanza…).

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