• lunedì , 20 novembre 2017

La carica delle 101 #plasticfantastic! Che numeri per i 50 anni delle barche in vetroresina

pf101Con l’Hallberg Rassy 382 Levantina classe 1989 siamo arrivati a quota 101 #plasticfantastic iscritte sulla nostra bacheca online. Un numero impressionante.
Queste centinaia di storie di barche costruite in vetroresina dagli anni ’60 al 1995 fanno da sfondo a un grande evento del VELAFestival 2016: il VELAFestival Tribute.
Alle 14 di domenica 8 maggio, sul palco della spettacolare area eventi, grandi personaggi del mondo #plasticfantastic saranno lì per raccontare a voi appassionati come sono nate le prime barche in vetroresina di serie e come si è sviluppato negli anni successivi questo impero della nautica, analizzando i loro pregi e i loro difetti, e ripercorrendo la storia delle barche più significative del periodo.

Schermata 2016-03-22 a 12.56.17QUELLA PRIMA VOLTA DI NEW ZEALAND KZ7 IN COPPA AMERICA COME #PLASTICFANTASTIC
La Coppa America nell’immaginario collettivo è il campo in cui si gioca l’evoluzione tecnologica del mondo della vela. Non tutti sanno però che la vetroresina arriva in Coppa per la prima volta solo nel 1987 quando i cantieri producevano già da un pezzo imbarcazioni in plastica di serie. Pioniere di questa evoluzione fu la barca dei neozelandesi, New Zealand KZ7, che nel 1987 si presentarono nelle vicine acque dell’Australia con uno scafo costruito in vetroresina (soprannominato Plastic Fantastic): una barca rivoluzionaria, perché fino ad allora i 12 metri erano realizzati prima in legno e poi in alluminio. Vinse 37 regate su 38 di selezione poi, nella finale degli sfidanti, crollò contro Stars&Stripes. New Zealand KZ7 è un progetto che ha visto la collaborazione di designer del calibro di Bruce Farr, Ron Holland e Laurie Davidson.

I PROTAGONISTI DEL NOSTRO TRIBUTO
A raccontarvi il magico mondo delle barche che hanno fatto la storia dello yachting ci saranno, oltre al direttore del Giornale della Vela Luca Oriani, personaggi “mitici” come Claudio Maletto, Guido Colnaghi e Mauro Pelaschier. Per chi non lo sapesse, Claudio Maletto è uno dei progettisti più famosi del pianeta, le sue barche #plasticfantastic hanno vinto tanti campionati mondiali, sopra tutte il Rivetto, un Mini Tonner dalle caratteristiche marcatamente sportive nato da un progetto della fine degli anni ’70. Maletto è stato anche nel team di progettazione di Luna Rossa dei tempi d’oro e ha disegnato alcuni degli ultimi Grand Soleil, come per esempio il 39 e il 43, che hanno avuto un grandissimo successo. E poi sul palco ci sarà Guido Colnaghi, il papà delle #plasticfantastic. Guido mentre fondava la scuola vela più famosa d’Italia, Caprera, si permetteva di collaborare con Michel Dufour, il progettista dell’Arpege con cui ha fondato quello che negli anni’60/70 è stato il cantiere di barche a vela più grande del mondo. Guido Colnaghi ha tanto da raccontare domenica 8 maggio sul palco del #plasticfantastic Tribute, insieme ai rappresentanti dei cantieri storici presenti al VELAFestival. Tra gli altri, interverranno i rappresentanti di Grand Soleil, Hallberg Rassy, Dufour, Beneteau, Jeanneau, che ripercorreranno le storie delle loro imbarcazioni di quegli anni. Non poteva mancare anche quello che è stato il timoniere simbolo delle #plasticfantastic: Mauro Pelaschier con i suoi successi a bordo di Azzurra, del Brava di Vallicelli, poi sui One Tonner, oltre alle innumerevoli vittorie in classe IOR. Ed è stato proprio il regolamento per le regate d’altura, chiamato con l’acronimo IOR (International Offshore Racing), a definire in maniera determinante quella forma così riconoscibile delle #plasticfantastic: prua e poppa slanciate, la larghezza massima a centro barca, il bordo libero basso: tutti elementi che caratterizzano le barche in vetroresina costruite sino al 1995. Anche se, come ci scrive Andrea Centaro, un nostro lettore: “Le barche in vetroresina di altura sono nate in realtà a fine anni 50 negli Usa, esattamente con il 40 piedi Bounty disegnato da Phil Rhodes per il regolamento allora vigente in America CCA (Cruising Club of America). In Europa in quegli anni vigeva il regolamento RORC (Royal Offshore Racing Club). L’italiana Alpa 11 Maica e il Gaia del cantiere Benello, per esempio, sono nate agli inizi degli anni ‘60 in vetroresina sotto il regolamento RORC. Nel 1970 si sono fusi assieme i regolamenti per facilitare gli scambi sportivi internazionali ed è nato lo IOR”. le #plasticfantastic IN acqua Ma non dimenticatevi di ammirare le #plasticfantastic esposte in banchina, dal grande Rainbow (C&C 61) al piccolo Tikka (Swan 37 S&S), sono tante le chicche che mai avete visto insieme. Barche mitiche che hanno segnato una tappa.

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