Il cantiere Italia Yachts sarà presente a Santa Margherita con due modelli: il 9.98 (modello di serie), barca campione del mondo ORC nella sua versione fuoriserie Low Noise II e il nuovo 12.98.
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L’Italia 9.98 è il risultato finale di un lavoro di squadra fondato sull’esperienza in acqua. L’Italia 9.98 è da una parte il prodotto di un anno e mezzo di analisi statistiche e fluido dinamiche (CFD) nelle quali sono stati studiati quindici scafi virtuali, che hanno portato a linee d’acqua molto sottili e uscite molto tese a barca dritta a tutto vantaggio delle andature portanti, mentre all’aumentare dello sbandamento le linee si allargano per garantire maggiore stabilità di forma mantenendosi simmetriche. Dall’altra la storia di questo modello, che ha vinto con l’equipaggio di Low Noise II a Barcellona il titolo di campione del mondo ORC C, non può essere slegata dal lavoro realizzato in acqua da questo equipaggio insieme a Matteo Polli, Chief Designer del cantiere Italia Yachts e al designer Kristian Macchiut per il design di interni ed esterni. Una squadra che già si era testata sull’ottimizzazione dell’M37 (Low Noise I). Lo scafo che ho provato a Punta Ala, insieme e Duccio Colombi (skipper di Low Noise II) e a Matteo Polli, è lo stesso che a Barcellona ha battuto tutti: un orgoglio completamente italiano. La versione “Fuoriserie” è stata ottimizzata sulle esigenze dell’armatore Giuseppe Giuffré per le regate in IRC e ORC, secondo la nuova filosofia del cantiere veneto, che vuole proporre scafi costruiti in base agli input dell’armatore che desidera realizzare una barca custom.
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UN RACER “RIADATTATO” A CRUISER
Siamo abituati a sentire parlare della versione “da regata” di una barca da crociera. Per questa imbarcazione il discorso si inverte: la versione crociera mutua da quella da regata. Low Noise II è costruito in sandwich di vinilestere e carbonio e la barca, in assetto da regata, ha un dislocamento di 4.640 kg ( di cui 1.900 kg, circa il 40%, situati nella pinna-siluro completamente in piombo), mentre esce dal cantiere con un peso di 4.500 kg. Il progetto è stato pensato in modo tale da creare una barca performante ma al tempo stesso non complicata da portare: uno scafo che fosse quindi un giusto punto di equilibrio tra regate a bastone, costiere e crociera. Nella versione cruiser si può avere la doppia ruota al posto della barra e le panche del pozzetto più lunghe (1,80 m) senza rinunciare al gavone a poppa. Il layout degli interni è suddiviso in due cabine, un bagno (a poppa) e il quadrato centrale che incorpora dinette, cucina e carteggio (le cuccette totali sono sei), studiato in modo tale che possa essere funzionale sia in regata che in crociera. Alcune parti, come armadi e stipetti, sono realizzati in tessuto e sono smontabili per alleggerire il dislocamento in regata.
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C’è davvero molta attesa anche per l’ultimo nato in casa Italia Yachts (Italia 12.98), che ripropone le qualità del successone 13.98.
 Il suo carattere da fast cruiser è assicurato dalla costruzione dello scafo in sandwich con rinforzi in carbonio, dalle appendici performanti con chiglia a T e da uno studio attento delle linee, opera di Matteo Polli, che consente un passaggio morbido sull’onda. Il suo animo sportivo nasconde all’interno un layout (anzi, una serie di layout) che assicurano crociere comode a tutta la famiglia, in base alle più diverse esigenze. Il cantiere di Chioggia sarà inoltre presente in banchina con molti modelli: una presenza davvero impressionante quest’anno.
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