• mercoledì , 20 settembre 2017

Grandissimo Tony Cili: l’intervista al kiter che ha dominato la prima parte del Velista dell’Anno

Tony, classe 1988, calabrese di Crotone (all’anagrafe Antonio Ciliberto ma per tutti è Tony Cili), è una delle new entry assolute per il Velista dell’Anno e certifica quanto il kite surf su e giù per lo stivale sia ormai un’onda che monta sempre di più. A sorpresa, e grazie al contributo della sua terra, è balzato in testa alla classifica dominando la prima fase di selezione e promette di dare battaglia anche per la seconda.

Tony è un fortissimo atleta di kite Strapless , ma prima ancora un vero “waterman” capace di padroneggiare ad alto livello tutti i board sport di mare dal kitesurf al surf passando per windsurf e sup. Quest’anno ha vinto i Campionati Nazionali nella categoria Wave (stesso risultato del 2015) e a livello mondiale va sempre fortissimo.

Che effetto fa essere in testa ad un premio storicamente assegnato ai “velisti puri”

E’ stato uno stupore ed un piacere entrare in questa classifica, da un punto di vista personale sono ovviamente molto contento. Credo che merito della considerazione del nostro sport sia dovuto anche al riconoscimento da parte della FIV.

Ti senti un velista?

E’ un argomento molto dibattuto, soprattutto dalla vecchia guardia. Per me qualsiasi sport che utilizzi il vento deve essere considerato vela. C’è chi lo fa con una vela su un albero, io lo faccio con una vela a 25 metri di altezza. Poi possiamo discutere del fatto che il kite racchiude in se tante discipline, quelle che si avvicinano di più alla vela nel senso classico del termine sono le discipline racing e hydrofoil.

La Federazione della vela francese ha inserito il kite surf tra le discipline veliche, che ne pensi?

Non posso che essere assolutamente d’accordo ed è importante che il kite stia dentro le federazioni veliche per avere un inquadramento preciso e aumentare le possibilità di espandersi. Io per esempio sto collaborando con il Club Velico Crotone, abbiamo messo su una squadra agonistica giovanile di cui siamo molto orgogliosi, in questi contesti il supporto della federazione è sicuramente importante.

Se ti dico Tokyo 2020 a cosa pensi?

Le olimpiadi sono il sogno di qualsiasi atleta ed io non faccio eccezione è un sogno anche per me. Tuttavia è bene precisare che le discipline del kite papabili di entrare a Tokyo 2020 non sono quelle dove io sono specializzato. Ci sono tanti altri atleti molto preparati  sul racing, io dovrei un po’ rimettermi in gioco per arrivare ad un buon livello. Molto dipende da quali categorie verranno scelte.

Ci sono dei velisti che in qualche modo consideri dei modelli?

Sicuramente Matteo Iachino, per restare in tema “tavole”, è un atleta che stimo moltissimo. Personalmente ho apprezzato tantissimo anche Vittorio e Nico Malingri, il padre per la sua grande esperienza ed entrambi per il progetto sportivo che stanno portando avanti adesso. Credo che i record che stanno tentando i Malingri siano delle sfide molto impegnative fisicamente, ma anche e soprattutto mentalmente, e per questo non posso che stimarli. Poi sia Matteo che i Malingri fanno parte del Citroen Unconventional Team, la stessa “squadra” alla quale appartengo io, quindi il motivo di stima nei loro confronti è doppio.

Il kiter che apprezzi di più?

Faccio subito un nome, Gianmaria Coccoluto. Nonostante sia più giovane di me ha una grinta pazzesca, quello suo è il tipico profilo del gladiatore. Abbiamo viaggiato spesso insieme e devo dire che è un ragazzo che con la sua grinta mi ha insegnato tantissimo.

Le immagini di Obama in kite hanno fatto il giro del mondo

Da uno come Obama c’era da aspettarselo. E’ una figura giovanile, uno sportivo, e mi ha fatto molto piacere vedere queste immagini perché ha fatto un’enorme pubblicità al nostro sport. Queste sono cose che ci aiutano ulteriormente ad allargare il nostro bacino d’utenza. Il kite in questo momento va immaginato come una galassia in espansione.

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