• lunedì , 20 novembre 2017

Tutte le Superstar della VELA Cup. Ecco le barche che sfileranno in partenza


Ci sono diversi modi per essere tra le Superstar della VELA Cup, la regata/veleggiata che partirà alle 11 di sabato 6 maggio davanti a Santa Margherita e che da quest’anno replicherà anche domenica 7 alle 10 e che conta già 135 iscritti quando mancano ancora 15 giorni al via. Tra le barche già iscritte abbiamo tirato fuori qualche chicca che per motivi diversi rientra tra le Superstar di questa grande festa in mare. Quest’anno la VELA Cup in Tigullio si annuncia ancora più affollata e variopinta, un appuntamento che
, in pochi anni, si è già trasformato in una grande classica del Tirreno. Siamo andati a sbirciare tra le barche che hanno già confermato la loro presenza: tantissime le barche di serie (per fortuna, questa è una veleggiata per tutti!) ma abbiamo scoperto anche tanti “pezzi unici” tra i quali…


WHITEFIN

Progetto di Bruce King, il miglior esempio navigante in Italia di Spirit of Tradition, ovvero la perfetta coniugazione di linee eleganti della “nautica che fu” con performance da scafo moderno. Sottocoperta è una delle barche più belle che ci siano, emana il profumo della storia dello yachting.


OJALA’ II

Firmata da Sparkman & Stephens, Ojalà è la barca simbolo degli IOR e dei One Tonner degli anni ’70, costruita su misura per il mitico Charles Holland, il velista anglo-italiano che ha iniziato (prima lui, poi la sua famiglia) a portare in giro per tutto il Mediterraneo, in crociera e in regata, questo iconico esempio di perfezione progettuale dello studio newyorchese più famoso del mondo.


MY SONG

My Song, ovvero la barca a vela più bella del mondo, non per la sua lunghezza di 40 metri, ma perché il meglio del meglio in ogni campo: bellezza, performance, comfort e design. Appena varata viene al VELAFestival per essere ammirata. Poi non la vedrete più perché “sparirà” in giro per il Mediterraneo. Una “ricetta” dei cuochi


IL MORO DI VENEZIA I

La barca da cui tutto è iniziato. Il progetto (firmato German Frers) del Moro di Venezia I, costruito dal cantiere Carlini in legno lamellare a sette strati su ordinate in lamellare di acacia, è datato 1976 e in occasione delle regate di vele d’epoca corre tra i Classici. Varata nel 1976 e capostipite della classe italiana di Maxi Yacht IOR, è stata voluta da Raul Gardini, l’ex re della chimica italiana. Le successive imbarcazioni recanti questo nome hanno fatto la storia della vela italiana, regatando in Coppa America.


LONA II

Non capita tutti i giorni di poter ammirare da vicino un cutter aurico vecchio 112 anni perfettamente restaurato. Lona II è stata progettata dall’architetto britannico Paine Clark nel 1905 e costruita dal cantiere William King and Sons, nella località di Burnham on Crouch, nell’Essex britannico.


TEMPTATION

Temptation, un Frers 59′ (ex RRose Selavy), vanta un passato più che glorioso, una Fastnet Race e un campionato del mondo Maxi.


SULA

Quest’anno l’Arpège compie 50 anni e alla VELA Cup potrete ammirarne un bellissimo esemplare. Sula, fresco di restauro, datato proprio 1967, quando tutto iniziò. Un successo, quello della barca progettata da Michel Dufour, che si tradusse in 1600 scafi prodotti dal 1967 al 1978, in varie versioni.


DHL ADELASIA DI TORRES

L’M37 di Renato Azara è una barca dal passato importante: è l’ex “Low Noise”, Campione Mondiale di Altura. Ma anche il nuovo armatore non è stato con le mani in mano: nel 2016, tra gli altri risultati, ha vinto la Rolex Middle Sea Race nella sua categoria.


DAJENU

Premiato lo scorso anno al VELAFestival, Mark Mills non è molto conosciuto in Italia se non per il Supernikka. Ma attenzione, non realizza solo superbarche: Dajenu, un Mat 1010 è un ottimo esempio di performance-racer-cruiser firmato dal progettista irlandese, rarissimo in Mediterraneo.

 

ADESSO
Adesso è una barca a vela costruita per un uomo di mare che ha navigato per più di quarant’anni, è il risultato dell’amore e della passione per la tecnologia e le performance unite al desiderio di navigare in perfetta sicurezza. Non si è badato a spese nel progetto di German Frers, nella costruzione in carbonio e titanio e negli interni disegnati da Gae Aulenti; la barca ha subito un profondo refitting nel 2011, con una completa riverniciatura e il rifacimento del ponte in teak.

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