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Ci sono incontri tra persone che cambiano la storia. Un’alba del 1966 ha segnato per sempre il mondo della nautica, quando per la prima volta Rod Stephens (fratello del famoso yacht designer Olin Stephens) diede un appuntamento alle 5 della mattina a Pekka Koskenkyla, un dipendente di una cartiera, che aveva tanto insistito per incontrarlo.
I due si trovarono a Pietersaari, una landa desolata del golfo di Bothnia, 500 km a nord di Helsinki e 400 km a sud del Circolo Polare Artico: il signor Koskenkyla era deciso a non farsi sfuggire il passaggio in Finlandia di uno dei più grandi esperti viventi di progettazione di yacht da diporto per proporgli una collaborazione. Pekka Koskenkyla aveva un’idea chiara: costruire una barca piuttosto piccola, un 36 piedi, ma da realizzare e rifinire come un piccolo gioiello.
CS_39_Pekka Koskenkylä i monteringshallenFurono l’entusiasmo e la determinazione del finlandese a convincere l’incredulo newyorkese Stephens a dire di sì, dando inizio a quella che sarebbe stata una delle più preziose collaborazioni della nautica a vela mondiale. Il giovane imprenditore Koskenkyla organizzò infatti un’azienda, dove averebbe dato inizio alla produzione in serie di un piccolo 36’, classe One Ton Cup, che era stato progettato pochi anni prima da Sparkman&Stephens (disegno numero 1710-51 del 1963) per conto di un armatore inglese.
Tarantella, questo il nome del primo Swan a vedere la luce con la firma dello studio newyorkese, venne varata il 17 luglio del 1967 alle quattro del pomeriggio. Rappresentò da subito un grande successo, che portò alla produzione di novanta esemplari tra il 1967 e il 1971: un risultato più che eccezionale se si considera anche il periodo storico.
Il cantiere venne chiamato Nautor mentre la barca prese il nome di uno degli uccelli più amati dai finlandesi, il cigno, in inglese Swan. Un’unione magica, una perfetta armonia tra i disegni americani e l’impeccabile esecuzione delle maestranze finlandesi (prevalentemente ex mobilieri) che utilizzarono da subito e senza compromessi esclusivamente i migliori materiali reperibili al mondo e mano d’opera di primo livello.
IL SECONDO GRANDE SUCCESSO

Non passò molto tempo perché il successo dei novanta esemplari del primo Swan 36 venisse notato nel mondo della nautica che conta. Nello stesso 1967 Ake Lindqvist, consulente per i Lloyd’s di Londra in Finlandia, intuisce che stava succedendo qualcosa di grande nel paese scandinavo. Contatta Sparkman&Stephens per farsi costruire uno scafo di 43’ proprio nel nuovo cantiere finlandese: fu così che vide la luce anche lo Swan 43, il secondo modello costruito dalla Nautor in 67 esemplari tra il 1967 e il 1972.
Il contributo apportato da Ake Lindqvist fu in questi anni fondamentale: divenne socio di Pekka portando nuove finanze al cantiere e soprattutto molte idee; purtroppo agli inizi degli anni Settanta un incidente automobilistico interruppe prematuramente questa sua esperienza. Anche se breve, la collaborazione di Lindqvist portò il cantiere finlandese a raggiungere standard produttivi elevati, permettendo di seguire passo per passo ciò che veniva chiesto dal Lloyd’s, l’ente certificatore più severo e importante del periodo.
I primi cinque anni di vita della Nautor furono ricchi di successi, le barche si vendevano e il cantiere divenne famoso in tutto il mondo. Come tutte le aziende dovette iniziare a strutturarsi per soddisfare le crescenti richieste, ma un incendio nel 1969 distrusse il cantiere e vanificò gli sforzi fatti fino a quel momento. Pekka cercò con tutte le forze di andare avanti da solo, ma alla fine dovette arrendersi e cercare un finanziatore. Lo trovò agli inizi degli anni Settanta: si trattava della cartiera Oy Wilh Schauman Ab, la stessa in cui lavorava prima di fondare la Nautor.
DUE MITI DA RECORD DI NOME SWAN 38 E SWAN 65
Salvata l’azienda, Koskenkyla decise di ritirarsi in Costa Azzurra divenendo broker per la Nautor nel sud della Francia. In quei giorni venne assunto in cantiere un certo Lar Strom, un ingegnere finlandese dalle grandi capacità. Era il 1973 e l’accoppiata Nautor S&S aveva dato alla luce già nove modelli in soli sei anni di attività. Strom inizia a lavorare in cantiere come capo disegnatore, occupandosi fin da subito della realizzazione dello scafo simbolo di questa geniale collaborazione Finlandia-Stati Uniti: lo Swan 38. Sicuramente lavorare in quel periodo era molto difficile, soprattutto se il progettista si trovava dall’altra parte dell’Oceano: in quegli anni per fare una telefonata a New York ci voleva un’attesa di un giorno e mezzo; le calcolatrici elettroniche cominciavano a comparire, ma erano molto costose, computer manco a parlarne. Ogni disegno veniva effettuato a mano e spedito solamente via posta. Le comunicazioni urgenti venivano eseguite via Telex.
Only You-Swan 38
Lo Swan 38 fu subito un successo con ordini confermati direttamente su progetto, ed è tutt’ora l’esemplare più venduto nella storia della Nautor con ben 116 scafi varati tra il 1974 e il 1979, in soli quattro anni.
La sinergia tra Pietersaari e New York raggiunge probabilmente in questi anni il suo momento d’oro. C’era un grande feeling tra il cantiere e lo studio di progettazione, che condividevano la voglia la voglia di stupire e di raggiungere record. Grazie alla collaborazione con Olin Stephens, la Nautor fu per anni il cantiere più richiesto anche per le partecipazioni all’Admiral’s Cup. Stephens è stato infatti tra i padri fondatori del regolamento IOR e un grande esperto in rating.
CS_39_open058Ma come non citare un altro capolavoro di quel periodo come lo Swan 65? Un vero gioiello, vincitore della della prima edizione della Withbread nell’anno 1973/74 (con Sayula II di Ramon Carlin) prodotto in quarantuno esemplari dal 1971 al 1989. Lo Swan 65 è ancora oggi uno degli scafi più vincenti in regata e comodi in crociera che siano mai stati costruiti. Quando lo studio newyorkese passa la palla a Ron Holland, nel 1979, iniziavano a diffondersi i primi computer e i relativi programmi di calcolo e le tecniche produttive stavano cambiando. Segno forse della fine di un’epoca che, dal 1967 al 1979, è stata indelebilmente segnata da questi quindici disegni americani dai quali hanno preso vita 813 scafi che ancora oggi rimangono uno dei più grandi miti della vela mondiale.
Tratto dal GdV di ottobre 2015

2016-01-15T10:40:05+00:00